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E' allarme generale per un'ondata di attacchi informatici che sta colpendo, in particolar modo, il nostro Paese.
Il problema ingeneratosi in questi giorni è conseguenza dell'utilizzo, da parte di un gruppo di malintenzionati, del kit "Mpack 0.86", mediante il quale centinaia e centinaia di siti web italiani hanno visto le rispettive home page compromesse mediante l'aggiunta di una tag IFRAME maligna facente riferimento ad indirizzi IP legati a sistemi che ospitano componenti malware.
Mpack è una collezione di script PHP, sviluppati in modo professionale, che offrono una vasta gamma di metodologie d'attacco per effettuare l'exploit di numerose vulnerabilità di sicurezza ed eseguire così del codice nocivo sulle macchine prese di mira. Mpack viene venduto da un'organizzazione russa: la sua installazione è inoltre incredibilmente semplice.
Una volta effettuata quest'operazione, il kit può essere sfruttato per aggiungere tag IFRAME all'interno di pagine web ospitate su macchine vulnerabili, avviare campagne di spam inserendo tag IFRAME maligni nel corpo del messaggio di posta elettronica, attivare domini simili a quelli di siti web famosi ed inserendovi all'interno componenti dannosi (attività di "typo-squatting").
Grazie alla tag html IFRAME aggiunta nei siti web attaccati e violati mediante l'uso di Mpack, ogniqualvolta un utente visita il sito legittimo, il suo browser provvederà a caricare anche il contenuto dell'IFRAME. A questo punto, il server maligno, cui fa riferimento la tag IFRAME, provvederà a stabilire il sistema operativo ed il browser utilizzato dal client collegato selezionando automaticamente le vulnerabilità che è possibile tentare di sfruttare. In questo modo, il sistema dell'ignaro utente, qualora non risultasse aggiornato mediante l'applicazione di tutte le patch di sicurezza, potrebbe essere a sua volta infettato. Si tratta di una strategia d'attacco che rasenta la perfezione e che può consentire, ad esempio caricando componenti trojan o keylogger, di "rubare" all'utente informazioni sensibili o credenziali di accesso.
Trend Micro fa presente che i siti attaccati sarebbero essenzialmente pagine web italiane dedicato al turismo ed ai viaggi. Spiegazione: "Luglio è alle porte e per l'Italia si apre la stagione del turismo e delle vacanze. Vi è anche la probabilità che questi episodi siano in realtà solo una fase preparatoria per un attacco ben più strutturato, da compiere durante l'imminente stagione italiana delle vacanze".
Sono più di 10.000 i siti web attaccati. L'hoster maggiormente preso di mira è risultato essere Aruba che sta in queste ore tentando di far fronte all'emergenza.
La modifica delle pagine di siti web assolutamente legittimi è molto probabilmente diretta conseguenza di problematiche relative alla configurazione software del server utilizzato. E' possibile, inoltre che gli amministratori di molti siti web non siano a conoscenza della situazione.
Per l'utente finale, quindi, che "naviga" sul web le raccomandazioni sono le solite: utilizzare sempre un antivirus (da mantenere sempre costantemente aggiornato) e provvedere all'installazione di tutte le patch di sicurezza rilasciate periodicamente dai vari produttori relativamente al sistema operativo e a tutte le applicazioni in uso.
Aggiungiamo, inoltre, che l'adozione di un "personal firewall" in grado anche di filtrare i contenuti potenzialmente nocivi presenti nelle pagine web può contribuire a scongiurare qualunque tipo di rischio d'infezione.
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