Il celebre sito russo dove era possibile acquistare legalmente tracce musicali a 10 centesimi di euro chiude in seguito alle pressioni del proprio governo. Contemporaneamente però la medesima società ne apre un altro quasi identico: MP3Sparks.com
Anni di pressioni da parte del governo sembrano aver avuto qualche esito: chiude ufficialmente AllOfMp3.com, il music store russo che vendeva tracce musicali a 10 centesimi e interi album ad 1 euro sfruttando un cavillo della legislazione russa sul diritto d'autore. Ma a chiudere sembra sia stato solo il dominio in questione e non le attività effettive della MediaServices, la società che gestiva il sito, che ha infatti subito aperto Mp3Sparks.com (sito clone del precedente).
fonte: html.it
lunedì 30 aprile 2007
sabato 28 aprile 2007
E’ morto AllOfMp3.com; anzi, no...
Questa volta sembra essere quella buona: AllOfMp3.com è “down” da parecchie ore e viene dato per spacciato. Michael Arrington di TechCrunch commenta: “Pare che la RIAA e le grandi etichette discografiche abbiano vinto una battaglia, se non la guerra, contro il popolarissimo AllOfMp3″.
Qualcuno fa notare che Alltunes.com, che dovrebbe essere legato a filo doppio con AllOfMp3 sembra invece ancora vivo e vegeto. E non solo - come annunciavano sia il Times che TechCrunch- a poche ore dalla sparizione è comparso Mp3Sparks.com che pur portando il nome di un’altra società e una grafica diversa sembra essere in tutto e per tutto Allofmp3.com… ma addirittura un visitatore del forum asserisce di aver provato le sue vecchie credenziali nel nuovo sito e — voilà! Ecco fatto il login e ritrovato persino il credito rimasto.
Allofmp3 ha di nuovo dunque beffato discografici e autorità? Parrebbe proprio di sì…
fonte: myTech
Qualcuno fa notare che Alltunes.com, che dovrebbe essere legato a filo doppio con AllOfMp3 sembra invece ancora vivo e vegeto. E non solo - come annunciavano sia il Times che TechCrunch- a poche ore dalla sparizione è comparso Mp3Sparks.com che pur portando il nome di un’altra società e una grafica diversa sembra essere in tutto e per tutto Allofmp3.com… ma addirittura un visitatore del forum asserisce di aver provato le sue vecchie credenziali nel nuovo sito e — voilà! Ecco fatto il login e ritrovato persino il credito rimasto.
Allofmp3 ha di nuovo dunque beffato discografici e autorità? Parrebbe proprio di sì…
fonte: myTech
giovedì 26 aprile 2007
Che fine ha fatto AllofMp3?
Nessuna “fine” in realtà: il sito russo che vende mp3 a prezzi irrisori, tacciato ormai da anni e da più parti di pirateria bella e buona esiste ancora, anzi resiste e - a quanto pare - sembra persino essere relativamente al sicuro da futuri attacchi.
Non sapendo bene come bloccarne le attività (la causa della RIAA è a New York, e finché i titolari del servizio non si presentano negli USA di fatto non è possibile fare molto contro di loro) si tentò di fare pressione sulle società che gestiscono i pagamenti tramite carta di credito: se Visa e Mastercard chiudono i “rubinetti”, chi fornisce il servizio - legale o meno - si trova privato dei suoi proventi e quindi è costretto a chiudere.
A vantaggio degli utenti va precisato che www.gomusic.ru e www.musicmp3.ru funzionano ancora e accettano pagamenti con visa. Non sono spettacolari come l’amatissimo allofmp3, però funzionano. Chi invece avesse ancora credito su AllofMp3.com, sappia che è possibile spenderlo su AllTunes: ID e PWD di accesso sono quelli di AllofMp3.
Nessuna “fine” in realtà: il sito russo che vende mp3 a prezzi irrisori, tacciato ormai da anni e da più parti di pirateria bella e buona esiste ancora, anzi resiste e - a quanto pare - sembra persino essere relativamente al sicuro da futuri attacchi.
Non sapendo bene come bloccarne le attività (la causa della RIAA è a New York, e finché i titolari del servizio non si presentano negli USA di fatto non è possibile fare molto contro di loro) si tentò di fare pressione sulle società che gestiscono i pagamenti tramite carta di credito: se Visa e Mastercard chiudono i “rubinetti”, chi fornisce il servizio - legale o meno - si trova privato dei suoi proventi e quindi è costretto a chiudere.
A vantaggio degli utenti va precisato che www.gomusic.ru e www.musicmp3.ru funzionano ancora e accettano pagamenti con visa. Non sono spettacolari come l’amatissimo allofmp3, però funzionano. Chi invece avesse ancora credito su AllofMp3.com, sappia che è possibile spenderlo su AllTunes: ID e PWD di accesso sono quelli di AllofMp3.
martedì 24 aprile 2007
Nuove forme di pagamento per AllofMp3?
Londra - L'assedio al nemico pubblico numero due delle major, il sito russo AllofMp3.com, continua e si rafforza: è notizia delle scorse ore dell'arresto di un 25enne britannico considerato l'agente commerciale per il Regno Unito del sito russo. L'accusa? Aver venduto coupon per l'acquisto di musica a prezzi stracciati dal vastissimo database musicale, oggi non più accessibile con strumenti di pagamento tradizionali come le carte di credito.
Da una nota diffusa proprio da IFPI si ha conferma dell'operazione e del fatto che all'uomo viene contestato il favoreggiamento al download illegale, anche attraverso la pubblicità dei coupon e la loro vendita, che avveniva secondo gli inquirenti anche via Internet, in particolare sul sito d'aste eBay e attraverso il sito, ora sequestrato, allofmp3vouchers.co.uk. Secondo IFPI, i coupon in tagli da 10 sterline l'uno erano dotati di un codice che consentiva di scaricare i file. Una cifra, 10 sterline, con cui sul portale russo è possibile comprare moltissime canzoni, molte delle quali in cima alle hit parade di diversi paesi.
fonte: Punto Informatico
Da una nota diffusa proprio da IFPI si ha conferma dell'operazione e del fatto che all'uomo viene contestato il favoreggiamento al download illegale, anche attraverso la pubblicità dei coupon e la loro vendita, che avveniva secondo gli inquirenti anche via Internet, in particolare sul sito d'aste eBay e attraverso il sito, ora sequestrato, allofmp3vouchers.co.uk. Secondo IFPI, i coupon in tagli da 10 sterline l'uno erano dotati di un codice che consentiva di scaricare i file. Una cifra, 10 sterline, con cui sul portale russo è possibile comprare moltissime canzoni, molte delle quali in cima alle hit parade di diversi paesi.
fonte: Punto Informatico
domenica 22 aprile 2007
Patto Russia-USA: AllofMp3 chiuderà
Washington - Mosca vuole entrare nell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO) ma per farlo ha bisogno dell'appoggio degli Stati Uniti: per ottenerlo deve impegnarsi contro la pirateria via Internet e in particolare deve mettere sotto inchiesta e far chiudere il sito AllofMp3.com, l'e-shop musicale dai prezzi stracciati, secondo nel mondo solo a Apple iTunes.
Che l'eventuale prossima chiusura di AllofMp3 rappresenti una notizia di difficile digestione per molti utenti Internet lo sottolinea in queste ore Slyck.com: "AllofMp3 è riuscita a portare all'attenzione dei media mainstream il problema dei prezzi della musica, del DRM e dei diritti dei consumatori, qualcosa che solo le notizie sul P2P, di quando in quando, sono riuscite ad ottenere. A causa della sua incredibile popolarità, pari a quella di iTunes su alcuni mercati, molti consumatori hanno un interesse importante per la sopravvivenza di AllofMp3. La musica venduta da AllofMp3 è molto meno costosa di quella di iTunes, non ha limiti di portabilità ed è senza DRM".
fonte: Punto Informatico
Che l'eventuale prossima chiusura di AllofMp3 rappresenti una notizia di difficile digestione per molti utenti Internet lo sottolinea in queste ore Slyck.com: "AllofMp3 è riuscita a portare all'attenzione dei media mainstream il problema dei prezzi della musica, del DRM e dei diritti dei consumatori, qualcosa che solo le notizie sul P2P, di quando in quando, sono riuscite ad ottenere. A causa della sua incredibile popolarità, pari a quella di iTunes su alcuni mercati, molti consumatori hanno un interesse importante per la sopravvivenza di AllofMp3. La musica venduta da AllofMp3 è molto meno costosa di quella di iTunes, non ha limiti di portabilità ed è senza DRM".
fonte: Punto Informatico
venerdì 20 aprile 2007
VISA abbandona AllOfMp3
I possessori di carta di credito Visa non potranno più adoperare la propria carta per effettuare pagamenti sul noto AllofMP3.com, sito russo più volte additato per le proprie dubbie pratiche in ambito musicale. Il sito distribuisce infatti musica priva di Digital Right Management andando peraltro contro (ad opinione delle major musicali statunitensi) la legge internazionale. La notizia è riportata da CNet, ove Visa spiega le proprie motivazioni confermando la sospensione del servizio.
Il team di AllofMP3.com si è sempre difeso spiegando di operare in completa aderenza con quella che è la legislazione in vigore nel paese di appartenenza. Il sito è famoso in quanto vende musica a prezzi molto bassi. Visa ora abbandona il campo spiegando che alcune novità nella legislazione russa incoraggiano tale scelta in ottemperanza alla legge internazionale sul copyright.
Appare evidente, a questo punto, che la morsa si sta per stringere attorno al sito, le cui attività potrebbero dunque non avere più lunga vita. In Luglio la Corte di Londra aveva dato il via ad alcune indagini sul sito a seguito di esplicita denuncia da parte delle major della produzione musicale. AllofMP3.com, infatti, sarebbe uno dei siti più noti proprio in Inghilterra, dove una intera compilation è venduta al prezzo di una sola sterlina. Nel 2003 l'attacco dell'IFPI non andò a buon fine e l'accusa dovette cedere alle teorie difensive tanto di AllofMP3 quanto di Mp3Search.
fonte: html.it
Il team di AllofMP3.com si è sempre difeso spiegando di operare in completa aderenza con quella che è la legislazione in vigore nel paese di appartenenza. Il sito è famoso in quanto vende musica a prezzi molto bassi. Visa ora abbandona il campo spiegando che alcune novità nella legislazione russa incoraggiano tale scelta in ottemperanza alla legge internazionale sul copyright.
Appare evidente, a questo punto, che la morsa si sta per stringere attorno al sito, le cui attività potrebbero dunque non avere più lunga vita. In Luglio la Corte di Londra aveva dato il via ad alcune indagini sul sito a seguito di esplicita denuncia da parte delle major della produzione musicale. AllofMP3.com, infatti, sarebbe uno dei siti più noti proprio in Inghilterra, dove una intera compilation è venduta al prezzo di una sola sterlina. Nel 2003 l'attacco dell'IFPI non andò a buon fine e l'accusa dovette cedere alle teorie difensive tanto di AllofMP3 quanto di Mp3Search.
fonte: html.it
martedì 17 aprile 2007
Easter-eggs
Gli easter egg sono un'antica tradizione in informatica: come racconta la Wikipedia, in alcune implementazioni di Unix degli anni Settanta, se si digitava dopo il comando make la parola love, si otteneva la risposta "not war?" che alludeva al famoso slogan "fate l'amore, non fate la guerra".
Sempre secondo Wikipedia, l'easter egg più grande in assoluto è nella versione Atari 400/800 del gioco Pitfall II, che contiene un intero gioco descritto come "più complesso e difficile del gioco originale".
Le moderne tecnologie consentono insderimenti di easter eggs non solo in informatica, ma anche nei CD musicali e nei DVD di film e telefilm
fonte: Attivissimo.net
aggiornamento: usi Firefox? inserisci about:mozilla nella barra degli indirizzi e premi invio...
Sempre secondo Wikipedia, l'easter egg più grande in assoluto è nella versione Atari 400/800 del gioco Pitfall II, che contiene un intero gioco descritto come "più complesso e difficile del gioco originale".
Le moderne tecnologie consentono insderimenti di easter eggs non solo in informatica, ma anche nei CD musicali e nei DVD di film e telefilm
fonte: Attivissimo.net
aggiornamento: usi Firefox? inserisci about:mozilla nella barra degli indirizzi e premi invio...
sabato 14 aprile 2007
Ci vorrà un PIN per gonfiare le bollette
Le bollette astronomiche potrebbero presto diventare un ricordo: sta infatti per arrivare il lungamente atteso PIN da anteporre alle chiamate effettuate verso i servizi a valore aggiunto (o "a sovrapprezzo"). Si tratta del lucchetto virtuale che abilita (se aperto) l'accesso a quelle numerazioni che sono spesso state soprannominate "gonfiabolletta".
In realtà non si tratta altro che dell'applicazione, da parte di Telecom Italia, di una regola pensata per la telefonia mobile e in seguito estesa anche a quella fissa, prevista dal decreto ministeriale 145/2006. Una norma varata già lo scorso anno, la cui presentazione aveva incontrato pareri contrastanti, per gli aspetti legati alla disciplina di tariffazione dei servizi.
fonte: Punto Informatico
In realtà non si tratta altro che dell'applicazione, da parte di Telecom Italia, di una regola pensata per la telefonia mobile e in seguito estesa anche a quella fissa, prevista dal decreto ministeriale 145/2006. Una norma varata già lo scorso anno, la cui presentazione aveva incontrato pareri contrastanti, per gli aspetti legati alla disciplina di tariffazione dei servizi.
fonte: Punto Informatico
giovedì 12 aprile 2007
Tariffe, la nuova era della trasparenza
Conoscere significa poter scegliere e quando c'è di mezzo un servizio a pagamento conoscere è prima di tutto un diritto. Le nuove attese e preannunciate regole per gli operatori di telefonia fissa e mobile vanno tutte nella direzione di una vera trasparenza tariffaria. Previste da tempo, le nuove norme abbracciano alcune delle più pressanti richieste che da anni arrivano dai consumatori.
Nella delibera dell'Autorità TLC pubblicata sul sito del Garante, che entrerà in vigore a breve con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vengono presi di mira quei mezzucci spesso utilizzati da alcuni operatori, anche sui loro siti web, per sviare l'utente dal comprendere fino in fondo quanto effettivamente costa il servizio di cui fruisce.
Il senso della delibera, dunque, è quello di cambiare le regole e rendere più esplicite quelle norme che negli anni sono state "liberamente interpretate" da alcuni carrier a danno dei consumatori. Può sembrare banale che Agcom dichiari che l'utente ha il diritto di conoscere gratuitamente il piano tariffario e "tutte le altre condizioni economiche" a cui è soggetto, ma banale per il mercato italiano non lo è affatto.
Di interesse il fatto che ogni due mesi gli operatori dovranno trasmettere ai propri clienti il profilo del consumo telefonico comprensivo del totale delle chiamate, dei minuti attribuiti alle singole voci di traffico, delle durate delle singole chiamate. Uno strumento in più, questa la ratio, per capire quanto si spende.
Altre "novità" includono l'obbligo di inserire in bolletta, o comunque comunicare, o rendere disponibile tramite codice, SMS e via dicendo, il profilo tariffario. Il che non è secondario: una delle novità introdotte dalla delibera e sulle quali si concentra l'interesse di molti è proprio la possibilità che dovrà essere data agli utenti di confrontare i profili tariffari del proprio operatore. Qualcuno lo chiama "navigatore dei prezzi", uno strumento che dovrà essere messo a disposizione anche online nei siti dei carrier.
Da questo punto di vista una novità di certo rilevante è il passo successivo: le organizzazioni che oggi gestiscono i motori di calcolo, ossia gli strumenti che permettono di confrontare le tariffe dei diversi operatori, potranno richiedere di essere accreditate dimostrando la rispondenza del proprio strumento alle necessità della trasparenza. Questo può significare che sarà assai più facile scegliere avendo a disposizione tool in un certo senso garantiti.
Il tutto non avverrà però in tempi brevissimi. Questi strumenti andranno infatti realizzati dopo una consultazione in cui avranno voce in capitolo non solo le imprese di settore ma anche le associazioni dei consumatori: insieme all'Autorità stabiliranno le regole, i parametri ed i principi per questa nuova informazione tariffaria. Nello specifico, la delibera prevede che i tool siano predisposti entro 180 giorni dall'entrata in vigore della delibera che, come detto, si realizzerà con la pubblicazione in Gazzetta.
fonte: Punto Informatico
Nella delibera dell'Autorità TLC pubblicata sul sito del Garante, che entrerà in vigore a breve con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, vengono presi di mira quei mezzucci spesso utilizzati da alcuni operatori, anche sui loro siti web, per sviare l'utente dal comprendere fino in fondo quanto effettivamente costa il servizio di cui fruisce.
Il senso della delibera, dunque, è quello di cambiare le regole e rendere più esplicite quelle norme che negli anni sono state "liberamente interpretate" da alcuni carrier a danno dei consumatori. Può sembrare banale che Agcom dichiari che l'utente ha il diritto di conoscere gratuitamente il piano tariffario e "tutte le altre condizioni economiche" a cui è soggetto, ma banale per il mercato italiano non lo è affatto.
Di interesse il fatto che ogni due mesi gli operatori dovranno trasmettere ai propri clienti il profilo del consumo telefonico comprensivo del totale delle chiamate, dei minuti attribuiti alle singole voci di traffico, delle durate delle singole chiamate. Uno strumento in più, questa la ratio, per capire quanto si spende.
Altre "novità" includono l'obbligo di inserire in bolletta, o comunque comunicare, o rendere disponibile tramite codice, SMS e via dicendo, il profilo tariffario. Il che non è secondario: una delle novità introdotte dalla delibera e sulle quali si concentra l'interesse di molti è proprio la possibilità che dovrà essere data agli utenti di confrontare i profili tariffari del proprio operatore. Qualcuno lo chiama "navigatore dei prezzi", uno strumento che dovrà essere messo a disposizione anche online nei siti dei carrier.
Da questo punto di vista una novità di certo rilevante è il passo successivo: le organizzazioni che oggi gestiscono i motori di calcolo, ossia gli strumenti che permettono di confrontare le tariffe dei diversi operatori, potranno richiedere di essere accreditate dimostrando la rispondenza del proprio strumento alle necessità della trasparenza. Questo può significare che sarà assai più facile scegliere avendo a disposizione tool in un certo senso garantiti.
Il tutto non avverrà però in tempi brevissimi. Questi strumenti andranno infatti realizzati dopo una consultazione in cui avranno voce in capitolo non solo le imprese di settore ma anche le associazioni dei consumatori: insieme all'Autorità stabiliranno le regole, i parametri ed i principi per questa nuova informazione tariffaria. Nello specifico, la delibera prevede che i tool siano predisposti entro 180 giorni dall'entrata in vigore della delibera che, come detto, si realizzerà con la pubblicazione in Gazzetta.
fonte: Punto Informatico
martedì 10 aprile 2007
Allarme pedofilia
L'Internet Watch Foundation (IWF) ha rilasciato in settimana il proprio rapporto annuale (2006) mostrando come la più grave piaga del web, ossia la pedofilia, sia sempre in costante e minacciosa espansione.Tristissimo il trend: si è registrato un incremento della domanda di materiale pedo-pornografico pari al 60%, in particolare richieste di contenuti aventi come sfondo attività penetrativa e sadismo.Assolutamente terrificante il target dei cyber-mostri: l'80% delle piccole vittime sono femmine mentre qualcosa come il 91% non supera i 12 anni di età!Purtroppo rimane un'ardua sfida contrastare l'attivita di questi siti criminali, che spesso evitano la chiusura sfruttando delle falle, o per meglio dire delle zone franche che scaturiscono da una diversificazione della giurisdizione legale su un determinato territorio. Da segnalare inoltre che il 90% dei server che ospitano siti da contenuti pedofili, risiedono negli Stati Uniti ed in Russia.Peter Robbins, CEO di IWF: "Abbiamo segnalato che la nuova tendenza riguarda la giovane età delle vittime, che soffrono di questi terribili abusi e continueranno a soffrirne finchè questi siti godranno di longevità. L'abuso del bambino infatti può essere perpetuato negli anni finchè l'immagine viene mostrata in un determinato sito".
fonte: Wintricks
fonte: Wintricks
domenica 8 aprile 2007
Conservazione dei dati
Uno dei principali problemi in informatica è la conservazione dei dati: abbiamo fatto tutti l'esperienza del CD non più leggibile dopo due-tre anni nonostante fosse dichiarato "supporto eterno"...
In questo momento si pone un problema di conservazione dei dati decisamente insolito e al tempo stesso vitale: esiste la necessità, già oggi, di garantire la conservazione di alcune informazioni per diecimila anni. Sì, diecimila: ci sono tecnici che stanno cercando un modo sicuro per tramandare ai nostri discendenti, per tutto questo tempo, un'informazione di cui avranno estremo bisogno se vogliono sopravvivere alle nostre porcherie inquinanti.
Si tratta infatti del messaggio molto semplice "chi scava qui muore", con il quale contrassegnare la discarica nucleare WIPP, nel New Mexico, già in funzione. Quando sarà piena, dovrà essere sigillata e poi occorrerà segnare la sua ubicazione in modo che nessuno possa andare a scavarvi, neanche per sbaglio, e disseppellirne inconsapevolmente le tonnellate di materiale radioattivo.
fonte: Attivissimo.net
In questo momento si pone un problema di conservazione dei dati decisamente insolito e al tempo stesso vitale: esiste la necessità, già oggi, di garantire la conservazione di alcune informazioni per diecimila anni. Sì, diecimila: ci sono tecnici che stanno cercando un modo sicuro per tramandare ai nostri discendenti, per tutto questo tempo, un'informazione di cui avranno estremo bisogno se vogliono sopravvivere alle nostre porcherie inquinanti.
Si tratta infatti del messaggio molto semplice "chi scava qui muore", con il quale contrassegnare la discarica nucleare WIPP, nel New Mexico, già in funzione. Quando sarà piena, dovrà essere sigillata e poi occorrerà segnare la sua ubicazione in modo che nessuno possa andare a scavarvi, neanche per sbaglio, e disseppellirne inconsapevolmente le tonnellate di materiale radioattivo.
fonte: Attivissimo.net
giovedì 5 aprile 2007
Si estende l'offerta di Google
Google è in procinto di rilasciare uno strumento, fruibile via web per la realizzazione di presentazioni e slide show. Il prodotto si affiancherà al wordprocessor ed al foglio di calcolo già parte integrante della suite battezzata, nella versione italiana, "Google Documenti & Fogli Lavoro".
La notizia non è stata ufficialmente confermata purtuttavia sembra che Google stia lavorando su un servizio di storage remoto che consenta, ad ogni utente, di effettuare backup di file importanti e sincronizzazione tra più personal computer attraverso un'unica compatta interfaccia web. Il progetto si chiama GDrive e dovrebbe porsi in diretta concorrenza con quello targato Microsoft, a proposito del quale si conosce ancora ben poco.
fonte: IlSoftware.it
La notizia non è stata ufficialmente confermata purtuttavia sembra che Google stia lavorando su un servizio di storage remoto che consenta, ad ogni utente, di effettuare backup di file importanti e sincronizzazione tra più personal computer attraverso un'unica compatta interfaccia web. Il progetto si chiama GDrive e dovrebbe porsi in diretta concorrenza con quello targato Microsoft, a proposito del quale si conosce ancora ben poco.
fonte: IlSoftware.it
martedì 3 aprile 2007
Il sito taiwanese di Asus infettato dal virus del cursore animato
La società antivirale Kaspersky conferma che il sito del notissimo produttore di hardware Asus è stato infettato da un virus che sfrutta la falla del cursore animato in Windows. Le pagine infette sono al momento disattivate. Alcuni dettagli dell'infezione di Asus sono pubblicati da Dynamoo, e a quanto pare non è la prima volta che Asus si fa beccare con le mutande calate.
Le ragioni per cui Microsoft ha rattoppato la falla con così tanta fretta sono ora ancora più evidenti: gli utenti possono infettarsi anche visitando siti rispettabili. Quindi scaricate e installate senza indugio l'aggiornamento di sicurezza, anche se in alcuni casi (segnalati nei commenti al mio articolo precedente sulla falla) l'aggiornamento stesso può causare problemi. La falla non si presenta nei sistemi operativi diversi da Windows.
fonte: Attivissimo.net
Le ragioni per cui Microsoft ha rattoppato la falla con così tanta fretta sono ora ancora più evidenti: gli utenti possono infettarsi anche visitando siti rispettabili. Quindi scaricate e installate senza indugio l'aggiornamento di sicurezza, anche se in alcuni casi (segnalati nei commenti al mio articolo precedente sulla falla) l'aggiornamento stesso può causare problemi. La falla non si presenta nei sistemi operativi diversi da Windows.
fonte: Attivissimo.net
domenica 1 aprile 2007
I cursori animati mandano in tilt Windows
Microsoft ha pubblicato un avviso di sicurezza riguardante una falla importante in Windows XP e, in misura minore, anche in Windows Vista. La pezza apposita dovrebbe uscire oggi, secondo ZDNet, a testimonianza della gravità del problema (di solito Microsoft rilascia gli aggiornamenti di sicurezza una sola volta al mese, in blocco).
La falla consente a un cursore animato (file .ANI), annidabile in un e-mail o in una pagina Web visitata con Internet Explorer 6 o 7, di causare un buffer overflow sfruttabile dai vandali della Rete per infettare i computer e usarli per ulteriori attacchi virali o campagne di spam. La falla viene già sfruttata da almeno un worm e da alcuni spammer e si diffonde anche tramite chiavette USB e altri supporti, come riferiscono F-Secure e McAfee.
fonte: Attivissimo.net
La falla consente a un cursore animato (file .ANI), annidabile in un e-mail o in una pagina Web visitata con Internet Explorer 6 o 7, di causare un buffer overflow sfruttabile dai vandali della Rete per infettare i computer e usarli per ulteriori attacchi virali o campagne di spam. La falla viene già sfruttata da almeno un worm e da alcuni spammer e si diffonde anche tramite chiavette USB e altri supporti, come riferiscono F-Secure e McAfee.
fonte: Attivissimo.net
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