Tutti i lettori MP3, quelli di CD, i walkman a cassette e persino le radio tascabili, oltre che i telefoni cellulari e i monili metallici, possono avere gravi conseguenze per l'utente se un fulmine cade nelle immediate vicinanze, specialmente se questi oggetti vengono indossati all'aperto durante un temporale da una persona che suda.
Nel New England Journal of Medicine si descrivono le ustioni e i danni all'udito subìti da un paziente colpito di striscio da un fulmine mentre usava l'iPod durante una sessione di jogging fatta sotto un temporale.
Il sudore del paziente, combinato con le parti metalliche delle cuffiette, ha convogliato la corrente del fulmine caduto su un albero nelle vicinanze. Nonostante il titolo della lettera parli esplicitamente di iPod, va chiarito che il pericolo di folgorazione non è un problema specifico del lettore Apple, ma di qualsiasi dispositivo elettronico analogo nelle medesime condizioni, e la lettera lo precisa. Il paziente folgorato si è trovato con la mascella rotta (probabilmente a causa delle contrazioni muscolari indotte) e i timpani dilaniati dall'onda di pressione generatasi per via dell'espansione dell'aria presente nelle sue orecchie, riscaldata dalla corrente elettrica del fulmine. I fili del lettore hanno condotto il fulmine, causando ustioni fino al petto e alla gamba sinistra.
La lettera spiega che l'elevata resistenza elettrica della pelle fa sì che quando una persona viene colpita di striscio da un fulmine abbattutosi nelle vicinanze, la corrente venga condotta lungo l'esterno del corpo. Il sudore e gli oggetti metallici a contatto con la pelle possono deviare questa conduzione esterna e produrre un flusso di corrente verso l'interno del corpo: in questo caso, attraverso la testa del paziente. Il problema, quindi, vale non soltanto per gli apparecchi elettrici, ma per qualsiasi oggetto metallico. Va da sé che la cosa migliore da fare è evitare di andare in giro, con o senza iPod o altri lettori o roba metallica addosso, nel bel mezzo di un temporale.
fonte: Attivissimo.net
mercoledì 25 luglio 2007
L'Ipod attira i fulmini?
domenica 22 luglio 2007
Second Life: una stella cadente?
Mentre tutti osannano Second Life come nuovo modello di vita per le masse di internetdipendenti, ecco che il Los Angeles Times stronca questo mondo virtuale, segnalando la fuga degli investitori.
I fatti sono molto eloquenti: non c'è in giro nessuno. Ddove sono i milioni di utenti vantati? Semplice: non ci sono. La cifra di oltre otto milioni di utenti vantata da Second Life include tutti coloro che si sono iscritti gratuitamente, sono entrati una volta sola e non si sono più ripresentati, oltre a coloro che si sono iscritti con più di un'utenza. Secondo dati di Forrester Research citati dal Los Angeles Times, anche nei momenti di punta non ci sono mai più di 30-40.000 utenti collegati e attivi.
Numeri come questi rendono molto meno appetibile questo mondo virtuale per le aziende: una bella mossa di marketing, per farsi vedere all'avanguardia, ma il ritorno concreto degli investimenti è ridicolo. Come spiega l'articolo del LA Times facendo nomi e cognomi, i negozi virtuali delle aziende sono deserti e gli utenti di Second Life hanno spesso un atteggiamento ostile nei confronti di quella che vedono come un'invasione commerciale del "loro" mondo
fonte: Attivissimo.net
I fatti sono molto eloquenti: non c'è in giro nessuno. Ddove sono i milioni di utenti vantati? Semplice: non ci sono. La cifra di oltre otto milioni di utenti vantata da Second Life include tutti coloro che si sono iscritti gratuitamente, sono entrati una volta sola e non si sono più ripresentati, oltre a coloro che si sono iscritti con più di un'utenza. Secondo dati di Forrester Research citati dal Los Angeles Times, anche nei momenti di punta non ci sono mai più di 30-40.000 utenti collegati e attivi.
Numeri come questi rendono molto meno appetibile questo mondo virtuale per le aziende: una bella mossa di marketing, per farsi vedere all'avanguardia, ma il ritorno concreto degli investimenti è ridicolo. Come spiega l'articolo del LA Times facendo nomi e cognomi, i negozi virtuali delle aziende sono deserti e gli utenti di Second Life hanno spesso un atteggiamento ostile nei confronti di quella che vedono come un'invasione commerciale del "loro" mondo
fonte: Attivissimo.net
sabato 21 luglio 2007
Giornali USA sempre più Googledipendenti
Giornali USA sempre più Googledipendenti
Google ha deciso di salvare la carta stampata statunitense dal "fallimento". Non si tratta di un'opera di bene, bensì di una vasta operazione marketing che vede il servizio Google Print Ads trasformarsi in un gigantesco salvagente per i bilanci collassati di non meno di 225 testate giornalistiche.
Nel novembre scorso, il progetto pilota di raccolta pubblicitaria online per quotidiani cartacei aveva riscosso il consenso dei più importanti editori. Washington Post, N.Y.Times ed altri 50 giornali erano infatti saliti istantaneamente sul carrozzone pubblicitario di Google. Insomma, non è un segreto, che con l'avvento di media informativi alternativi la carta stampata abbia subito un duro contraccolpo economico e la pubblicità abbia iniziato a dirigersi verso i nuovi lidi digitali.
Intanto ci si interroga sui potenziali effetti negativi scaturiti dall'eventuale sbarco di Google nelle redazioni. È evidente come un pseudo broker-pubblicitario sia in grado di esercitare una sorta di controllo finanziario sui giornali - se non altro mettendo a disposizione una soluzione proprietaria che permette di accedere a inserzionisti fino a poco tempo fa inarrivabili.
Una delle certezze del servizio, comunque, riguarda la trasparenza. "Gli inserzionisti e le agenzie possono accedere a Google Print Ads attraverso l'interfaccia AdWords e pianificare campagne mirate su centinaia di quotidiani statunitensi. Quando hanno identificato la testata, fanno un'offerta per gli spazi disponibili e uplodano la loro proposta creativa. Gli editori visionano le proposte e possono accettarle o rigettarle, con l'obbligo di feedback. Report dettagliati e documenti elettronici sanciscono poi i rapporti di responsabilità; Google poi procede con le fatturazioni e i pagamenti", si legge nel comunicato del servizio.
"Google Print Ads ci ha portato nuovi inserzionisti che erano troppo piccoli per pensare di fare pubblicità su giornali nazionali o che non avevano mai pensato alla carta stampata perché operano largamente online", ha dichiarato Todd Haskell, vice presidente sviluppo del New York Times.
Pubblicità nelle prossime applicazioni Microsoft?
Microsoft ha inoltrato una proposta di brevetto al Patent Office Usa che permetterebbe l'inserimento di pubblicità nelle applicazioni offline.
L'obbiettivo e' di riconoscere e catalogare le abitudini degli utenti per meglio indirizzare il messaggio pubblicitario.
Praticamente per citare un semplice esempio: bastera' che l'utente scriva su un docuumento di Word e il sistema riconoscera' in automatico i contenuti, proponendo delle adeguate soluzioni pubblicitarie.
Il problema che si evidenzia anche sin troppo facilmente, e' la pressoche' totale mancanza di privacy, in quanto tutti i documenti residenti sul computer , verrebbero scansionati dal sistema .
fonte: WinTricks
venerdì 20 luglio 2007
Compra una Playstation per 194 dollari, ne riceve 65.400
Un ragazzo di 16 anni acquista una PlayStation 2 (comprensiva di due giochi) su eBay per 194 dollari. Il pacco arriva, e la PlayStation non c'è. In cambio, però, il ragazzo si trova in mano qualcosa come 65.400 euro in contanti invece della PS2 ordinata.
Per il ragazzo, di residenza britannica, il tutto tramuta presto in una doppia beffa: non solo la PlayStation non c'è, ma la cifra viene anche consegnata alle autorità dai genitori preoccupati di finire in mezzo a qualche traffico non troppo pulito.
I fatti risalgono allo scorso Marzo. I legittimi proprietari del danaro avranno tempo fino al 22 settembre, secondo quanto riportato dalla BBC, per reclamare lo smarrimento. Dopo tale data, se nessuno identificherà il denaro come proveniente da attività illecite, la famiglia che ha consegnato la somma alle autorità avrà l'opportunità di richiederne la restituzione divenendone legittima proprietaria a tutti gli effetti. In caso contrario verrà restituita ai proprietari originali o sequestrata dalle autorità.
Da eBay la notizia è commentata con una certa sorpresa: il gruppo è abituato a trattare con casi di truffa e pacchi vuoti o errati o mai giunti a destinazione, ma il caso specifico è invece quantomeno «inusuale».
fonte: WinTricks
mercoledì 18 luglio 2007
Un gioco inneggia al martirio
Un gioco inneggia al martirio
Propagandare l'attività del Paese nello sviluppo del nucleare e inneggiare alla lotta contro Usa e Israele. Tutto in un videogame. E' la nuova, "invenzione" iraniana voluta dall'Unione per lo sviluppo intellettuale della gioventù, che, secondo il segretario generale dell'ente Mohammad Taqi Fakhrian, dovrebbe "diffondere la cultura della devozione e del martirio tra i giovani", soprattutto quelli tra gli 11 e i 16 anni.
Protagonista del gioco, che si chiama "Save nuke scientist" è una giovane coppia di scienziati nucleari iraniani, Said e Mariam Kusha, che si trova in pellegrinaggio al mausoleo sciita di Karbala. I due vengono rapiti in Iraq dagli americani con la collaborazione di una spia al servizio di Israele. Le forze speciali di Teheran si imbarcano in una difficile missione per liberarli e sventare un attacco Usa alla stessa Repubblica islamica.
In "Save nuke scientist" i partecipanti possono condurre missioni d'incursione in luoghi di importanza strategica, come lo stretto di Hormuz. L'obiettivo, realizzato grazie ai finanziamenti di Teheran, sembra essere la distruzione delle petroliere statunitensi che transitano per questo importante tratto di mare, punto di passaggio per circa due quinti del petrolio mondiale.
giovedì 5 luglio 2007
I virus compiono 25 anni...o di più?
I virus celebrano il 25 compleanno! Si dice infatti che il primo virus per computer fu Elk Cloner, nel 1982. Fu scritto da Rich Skrenta, uno studente quindicenne di Pittsburgh, per prendere di mira gli utenti dei computer Apple II.
Come molti virus di quell'epoca pionieristica, Elk Cloner era relativamente innocuo: non distruggeva quasi nulla (salvo i dischetti Apple strutturati in modo non standard) e si limitava a infastidire gli utenti. Quando il computer veniva avviato da un dischetto infetto, si avviava automaticamente una copia del virus, che non faceva altro che starsene lì in attesa che venisse inserito un dischetto non infetto. Quando questo avveniva, Elk Cloner si copiava automaticamente al dischetto. L'infezione, quindi, si diffondeva lentamente da computer a computer tramite lo scambio di dischetti fra gli utenti.
C'è però un po' d'incertezza sulla validità di quest'anniversario: Elk Cloner non è il primo virus in assoluto, ma il primo per personal computer. Viruslist.com, per esempio, cita esempi di programmi di tipo virale risalenti additittura ai primi anni Settanta. La rete Arpanet, precursore militare di Internet, fu infatti infettata in quegli anni da Creeper, un virus per il sistema operativo Tenex. Già allora era in grado di copiarsi automaticamente attraverso una connessione modem e infettare il sistema ricevente. I computer infetti visualizzavano il messaggio "I'M THE CREEPER : CATCH ME IF YOU CAN."
Come molti virus di quell'epoca pionieristica, Elk Cloner era relativamente innocuo: non distruggeva quasi nulla (salvo i dischetti Apple strutturati in modo non standard) e si limitava a infastidire gli utenti. Quando il computer veniva avviato da un dischetto infetto, si avviava automaticamente una copia del virus, che non faceva altro che starsene lì in attesa che venisse inserito un dischetto non infetto. Quando questo avveniva, Elk Cloner si copiava automaticamente al dischetto. L'infezione, quindi, si diffondeva lentamente da computer a computer tramite lo scambio di dischetti fra gli utenti.
C'è però un po' d'incertezza sulla validità di quest'anniversario: Elk Cloner non è il primo virus in assoluto, ma il primo per personal computer. Viruslist.com, per esempio, cita esempi di programmi di tipo virale risalenti additittura ai primi anni Settanta. La rete Arpanet, precursore militare di Internet, fu infatti infettata in quegli anni da Creeper, un virus per il sistema operativo Tenex. Già allora era in grado di copiarsi automaticamente attraverso una connessione modem e infettare il sistema ricevente. I computer infetti visualizzavano il messaggio "I'M THE CREEPER : CATCH ME IF YOU CAN."
Poco dopo fu creato il programma Reaper, che potremmo considerare il primo antivirus o il primo virus benigno: si diffondeva fra i computer connessi in rete e distruggeva le copie di Creeper che incontrava.
fonte: Attivissimo.net
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