lunedì 29 agosto 2011

Fox, show di successo tra i pirati

PI: Fox, show di successo tra i pirati
Roma - Secondo le statistiche di traffico raccolte da Torrentfreak il ritardo nella messa a disposizione dei contenuti online, invece di rallentare la diffusione attraverso i canali P2P, provoca un incremento della domanda di contenuti pirata.

Il caso usato come cartina di tornasole è quello dei programmi del canale televisivo Fox: la settimana scorsa Fox ha annunciato la decisione di aspettare 8 giorni dalla messa in onda di un suo contenuto prima di metterlo a disposizione degli utenti del servizio di streaming Hulu.

Torrentfreak ha quindi monitorato i download di due show dell'emittente, Hell's Kitchen e MasterChef, notando un incremento notevole rispetto alla situazione precedente: solo su BitTorrent i download sono aumentati del 114 per cento nei primi 5 giorni per il primo, e addirittura del 189 per cento per l'altro, che si trovava al finale di stagione.
L'intenzione era opposta a quello che sembra aver provocato: aumentare i profitti spingendo alla visione live dei suoi programmi.
Tuttavia il ritardo di 8 giorni ha spinto gli spettatori a ricorrere alle fonti di seconda mano per colmare il vuoto lasciato: i distributori e gli aventi diritto non sembrano insomma aver compreso che la mancanza di un contenuto sul mercato ufficiale spinge sempre a ricorrere al mercato nero, ed i contenuti digitali non sono da meno.
Al contrario, servizi di streaming legali come Hulu, se utilizzati adempiendo alle richieste dei cittadini della rete, sembrano provocare una diminuzione del ricorso alla pirateria

L'Argentina spegne un milione di blog

Zeus News - L'Argentina spegne un milione di blog
L'Argentina spegne un milione di blog

Per bloccare due siti, gli ISP sudamericani rendono irraggiungibile più di un milione di blog.

[ZEUS News - www.zeusnews.com - 22-08-2011]
Argentina Leakymails un milione Blogger spenti
Foto di Scott Griessel

«È come usare un bazooka per uccidere una mosca»: così la Electronic Frontier Foundation ha sintetizzato l'ultimo caso di censura inetta.

La vicenda si svolge in Argentina dove un giudice ha ordinato l'oscuramento del sito Leakymails, ospitato dalla piattaforma Blogger di Google.

I provider, ricevuto l'ordine, per obbedire hanno scelto la via in grado di causare il massimo danno con il minimo sforzo, bloccando l'indirizzo IP 216.239.32.2 tramite il quale si raggiunge certamente il sito incriminato ma anche più di un milione di altri blog, diventati da un giorno all'altro irraggiungibili dall'Argentina pur senza avere alcuna colpa.

Pedro Meno Andrade, Senior Policy Counsel di Google per l'America Latina, fa notare come il sistema utilizzato non solo è eccessivo ma «lede diritti costituzionali quali l'accesso alle informazioni e la libertà di espressione».

Al momento Google sta lavorando insieme alle parti interessante per ripristinare l'accesso ai siti bloccati inutilmente

Editoria, vendere tablet per vendere giornali

Editoria, vendere tablet per vendere giornali: Tablet a bassissimo costo per spingere la vendita dei quotidiani: e' l'idea di sempre piu' editori, tra cui il Tribune in bancarotta

Oscurare i siti è inutile

Oscurare i siti è inutile: L'Autorità britannica per le Comunicazioni (OFCOM) ha rilasciato un rapporto nel quale viene analizzata l'efficacia del blocco dell'accesso ai siti per combattere la pirateria online, il rapporto elenca le misure di blocco messe in atto dal governo britannico e le strategie per aggirarle, giungendo alla conclusione che oscurare i siti è totalmente inutile ai fini della lotta alla pirateria. L'indagine eseguita dall'OFCOM è stata commissionata dallo stesso governo britannico, che voleva rendersi conto dell'effettiva efficacia del 'Digital Economy Act', la legge anti-pirateria in vigore oltremanica. Dopo averne letto le conclusioni, il segretario all'economia Vince Cable ha dichiarato che la legge verrà abolita in quanto inefficace. Il governo ha inizialmente censurato parte del rapporto, ma anche questa operazione si è rivelata perfettamente inutile e la versione integrale circola ora sul web, risultando una guida completa alle tecniche per aggirare i blocchi imposti alla rete. Tra le varie strategie riportate figurano: Utilizzare reti VPN (Virtual Private Network) Cambiare il proprio server DNS con un altro fornito da diversi siti Usare un proxy web anonimizzatore che non figuri nella lista dei proxy stilata dal governo britannico Non utilizzare affatto un DNS remoto Il rapporto contiene anche tecniche per aggirare ban individuali, come il cambiamento del proprio indirizzo IP tramite l'host o la manipolazione TTL, ed altre per evitare il blocco degli URL, tra queste la più semplice consiste nell'impostare il sito in modo che sfrutti una porta diversa dalla solita 'porta 80' prevista per le connessioni HTML


giovedì 4 agosto 2011

Microsoft guadagna più grazie ad Android che a Windows Phone 7

Microsoft guadagna più grazie ad Android che a Windows Phone 7 - Tutto Android
Microsoft guadagna più grazie ad Android che a Windows Phone 7

Pubblicato da manuelmitico il maggio 29, 2011 in News · Commenti (2)

Sembra una finzione, ma è proprio vero, a casa Gates continuano ad entrare fior di quattrini, e non grazie ai sistemi proprietari Microsoft, ma a quelli concorrenti!

A quanto sembra, infatti, per via di un patto siglato da HTC riguardante i brevetti android, Microsoft guadagni 5 dollari ogni licenza android venduta. Questo significa che, facendo qualche calcolo, essendo circa 30 milioni i telefoni HTC android venduti, sono 150 milioni i dollari che Microsoft ha guadagnato grazie ad android!

Pensate un pò, con le licenze di Windows Phone 7, invece, Microsoft ha guadagnato 15 $ per licenza, il che significa che con tutte le licenze vendute in totale si è vista entrare “appena” 30 milioni di dollari.

Sorprendente no? Questo dimostra quindi come, per futili motivi come quelli di semplici brevetti da appena 5$, Microsoft sia riuscita a guadagnare maree di denaro senza muovere un dito.

Olanda, net neutrality in Parlamento

PI: Olanda, net neutrality in Parlamento
Olanda, net neutrality in Parlamento

Il tentativo delle telco di tariffare di più alcuni tipi di traffico dati ha spinto il Parlamento a pensare ad una normativa ad esplicita tutela della net neutrality
Roma - L'Olanda sta approvando una normativa per garantire la neutralità della rete ai suoi cittadini.
Gli emendamenti alla nuova legge sulle telecomunicazioni olandese sono stati proposti per assicurare libero accesso alla rete ed estendere la net neutrality alla rete mobile e ai servizi VoIP come Skype che così hanno la garanzia di poter funzionare senza ostacoli.
Gli emendamenti devono essere approvati dal Parlamento.

A calcare la mano dei parlamentari olandesi, paradossalmente, sono state le mosse dei provider stessi: sull'onda dei nuovi piani tariffari adottati in diversi Paesi europei, la più grande telco olandese, KPN, ha adottato piani che fanno pagare un extra per accedere a servizi come Skype e WhatsApp, servizio di messaggistica alternativo a quello degli SMS. Per farlo è arrivato addirittura a paventare l'impiego di hardware specifico per il monitoraggio del traffico necessario a far funzionare le suo nuove condizioni di abbonamento.
E altre compagnie telefoniche sono sembrate intenzionate a seguirne l'esempio.

Troppo per i parlamentari olandesi che hanno iniziato a pensare ad una forma di esplicita tutela per la neutralità della rete, in modo da mettere al bando questo tipo di pratiche.
Fra i principali promotori della riforma legislativa, il Ministro dell'Economia, dell'Agricoltura e dell'Innovazione Maxime Verhagen, che pur riconoscendo le ragioni delle telco alla ricerca di introiti anche per i necessari investimenti infrastrutturali, ha chiuso la porta alla differenziazione delle forme del traffico.

A supporto di Verhangen, d'altronde, vi è anche un'altra olandese che occupa un ruolo importante: il Commissario Europeo all'Agenda Digitale Neelie Kroes, che si è sempre schierata contro le tariffazioni che distinguono il traffico dati a seconda del servizio offerto e che ha avviato una serie di indagini in materia.

Accanto agli olandesi, anche nel Parlamento belga si parla di neutralità della rete tra le garanzie costituzionali: a spingere per una revisione normativa in questo senso è il partito socialista che sta cercando l'appoggio di altre forze politiche.

Cina: di censura, scarpe e rivoluzione

PI: Cina: di censura, scarpe e rivoluzione
Cina: di censura, scarpe e rivoluzione

Fang Binxing, padre della Grande Muraglia digitale cinese, è diventato bersaglio umano di un misterioso studente universitario. Una scarpa ha colpito il professore, scatenando un gigantesco applauso collettivo sul web
Roma - Il suo ruolo è ormai noto a tutti i netizen cinesi, che non gli hanno mai risparmiato gli epiteti più minacciosi e violenti. Fang Binxing, padre della cosiddetta Grande Muraglia digitale, è ora diventato un vero e proprio bersaglio degli studenti connessi in terra asiatica.

Il professore è stato colpito da una scarpa nel corso di una recente lezione tenuta presso il Dipartimento d'Informatica all'Università di Wuhan, la città più popolosa della Cina centrale. Terrorizzato, Binxing ha immediatamente interrotto il suo discorso, precipitandosi in aeroporto.

A ricostruire l'accaduto sono stati alcuni successivi cinguettii su Twitter, in primis da parte del misterioso hanunyi, che ha spontaneamente ammesso il suo lancio di protesta (un pugno di uova ha mancato di poco Binxing). Il solitario volo della scarpa avrebbe però fatto parte di un vero e proprio piano organizzato da un gruppo di studenti dell'ateneo asiatico.
"Ho speso dei soldi per acquistare questo software ufficiale - ha dichiarato su Twitter il misterioso studente - ma poi non posso usarlo per colpa della censura. E questo mi ha reso decisamente insoddisfatto". L'attacco a Binxing ha fatto rapidamente il giro del web, ovviamente applaudito dai suoi detrattori ed opportunamente sorvolato dai principali media di stato.

Nel corso di una precedente intervista con il quotidiano Global Times, Binxing aveva sottolineato l'urgente necessità di apportare sostanziali modifiche alle attuali misure censorie cinesi. Il professore era riuscito a visualizzare a mezzo VPN una serie di siti bloccati dal governo. Non apprezzando affatto le falle ancora evidenti nella Grande Muraglia.

La polizia cinese ha ora avviato un'inchiesta per mettere le mani sull'aggressore, che finora si è esposto solo tramite Twitter evitando di rivelare ai media la propria identità. C'è chi ha parlato di un gesto simbolico, che avvierà una sorta di rivoluzione tra milioni di utenti asiatici.

Mauro Vecchio

Amazon: si vendono più eBook che libri

Amazon: si vendono più eBook che libri | Dal Web | WinTricks.it
ebook reader



Nelle ultime settimane le vendite degli eBook hanno superato quelle dei libri cartacei, con un rapporto di 105 a 100.

Ad affermarlo è Amazon, la famosa società di commercio elettronico online, che dai primi di aprile ha visto variare a favore dei libri elettronici la proporzione di vendita rispetto a quelli stampati. Segno di una nuova tendenza dei lettori, quindi, che ora preferiscono gli eBook sia ai libri con copertina rigida sia quelli in edizione economica.

A lanciare le vendite degli eBook, triplicate nel primo periodo del 2011 rispetto al 2010, è stato probabilmente l’e-reader Kindle, prodotto dalla stessa Amazon, la cui versione sponsorizzata, dal prezzo di 114 dollari ha ottenuto un grande successo commerciale.

martedì 2 agosto 2011

WikiLeaks: Facebook ci spia

WikiLeaks: Facebook ci spia | Dal Web | WinTricks.it
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Dopo aver "lavato in pubblico i panni sporchi" dei governi di mezzo globo, Julian Assange e la sua creatura WikiLeaks si scagliano contro il social network più popolare del Web, accusandolo di essere il più grande impianto di spionaggio mai costituito prima.

Naturalmente stiamo parlando di Facebook, i cui database sono ospitati in server americani, i quali, asserisce Assange, sono perfettamente alla portata delle agenzie di intelligence statunitensi.

"Abbiamo il più vasto database sugli abitanti del globo," - ha dichiarato Assange a Russia Today - "un database che include rapporti tra gli utenti, nomi, indirizzi, luoghi e comunicazioni tra essi....tutto accessibile dall'intelligence americana."



Assange ha anche affermato che Facebook, come Google e Yahoo!, dispone di interfacce appositamente create per le agenzie investigative degli Stati Uniti, "inserendo le proprie informazioni su siti come Facebook, gli utenti stanno essenzialmente lavorando gratis per l'Intelligence".

lunedì 1 agosto 2011

Pirateria, questione di punti di vista

PI: Pirateria, questione di punti di vista
Pirateria, questione di punti di vista

Qual è la differenza tra rubare un CD da un negozio di musica o scaricarla? Secondo i signori del copyright nessuna: si tratta di furto. A pensarla diversamente alcuni studenti reclutati per una ricerca
Roma - Incessanti sono stati gli spot in televisione o prima dell'inizio di un film nelle sale cinematografiche per sensibilizzare le persone sulla questione della pirateria online. Lo spot recitava così: "Scaricare da internet film pirata è come rubare. Rubare è contro la legge. Rubare è un reato". Il tema ritorna alla ribalta e la differenza tra il furto fisico e la condivisione digitale è stata analizzata da un recente studio pubblicato sulla rivista PsychologyUniversity of Nebraska-Lincoln guidati dal professor Talia Wingrove.

Dallo studio è emerso che, nonostante le leggi, le campagne di sensibilizzazione e le pesanti multe volute e propagandate dall'industria discografica, gli studenti credono che esista una differenza tra rubare un CD da un negozio e scaricare musica o altro materiale digitale in rete. L'obiettivo della ricerca era quello di analizzare la differenza di atteggiamento, laddove esistesse, tra il rubare un qualsiasi contenuto materiale nella vita reale o effettuare il download di un album da internet o condividere musica con i compagni.

I ricercatori hanno poi classificato le reazioni degli studenti sulla base di certi deterrenti (il rischio di essere scoperti o il timore di essere puniti dalla legge), la morale (l'attività è sbagliata oppure immorale), l'influenza sociale (se le persone a loro vicine o i genitori disapprovassero il gesto), il rispetto per il settore e l'obbligo di obbedire alla legge.
Analizzando tali aspetti è emerso che il rubare un CD viene percepito come un'azione moralmente sbagliata, convenendo che sia giusto non intraprenderla sentendosi in obbligo nel rispettare la legge. Al contempo, il campione ha evidenziato che scaricare musica da Internet è percepito come un'operazione meno grave. Gli studenti si sentono molto meno scoraggiati dal furto online per il quale esiste solo in minima parte una percezione moralmente sbagliata del gesto, per cui non esiste nessuna influenza sociale contraria che spinge a desistere e di conseguenza non si avverte l'obbligo di rispettare le leggi in materia.

I risultati numerici dello studio hanno portato a concludere che tale assunto valga sia per quanto riguarda il download di contenuti digitali sia per la condivisione, esistendo per quest'ultimo fattore una base leggermente superiore. L'intero gruppo, però, non si è comportato in maniera uniforme. I ricercatori hanno osservato che non vi sono differenze significative in base all'età, alla razza, o all'anno scolastico, ma si rilevano invece in base al sesso. Secondo lo studio, infatti, la componente maschile ha mostrato un rispetto più basso per le norme in materia di pirateria in rete, dimostrando anche un minor timore nell'essere scoperti rispetto alle donne. Inoltre, una seconda differenza è rappresentata dalla famiglia di provenienza. Studenti provenienti da famiglie istruite hanno mostrato più rispetto per le norme rispetto a quelli provenienti da famiglie meno istruite.

Il professor Wingrove ha dunque spiegato che "scaricare musica illegale si differenzia significativamente dal furto tradizionale, nonostante entrambe le azioni siano da considerarsi forme di furto, per vari aspetti". Primo fra tutti il fatto che non esista un danno fisico e sia più facile sfuggire alla cattura. Anche la minaccia di azioni legali di massa da parte dell'industria del copyright non sembra dissuadere gli studenti dal download illegale. Inoltre, vi è un ampio sostegno sociale per il comportamento all'interno della comunità Internet e nei campus universitari. A tal proposito Wingrove ha sottolineato la difficoltà nel far rispettare le leggi nel settore o di trovare nuovi modi per scoraggiare il furto di tutti i tipi di contenuto digitale.

I ricercatori hanno però avvertito che i dati della ricerca provengono da un momento della storia di Internet che probabilmente influenzato le risposte degli studenti su alcuni quesiti. I dati sono stati raccolti intorno al 2005, in un momento di grandi campagne contro il file sharing. Ora la percezione potrebbe essere cambiata. "Crediamo - si legge nello studio - che questa analisi sia importante perché apre la possibilità mettere alla prova questi dati e confrontarli con future ricerche".