Nel corso degli ultimi anni - ossia da quando il caso è emerso - Foxconn ha promesso di intervenire per migliorare la situazione, riportando a livelli umani il trattamento dei dipendenti.
Secondo l'ultimo rapporto del Centre for Research on Multinational Corporations and Students & Scholars Against Corporate Misbehaviour, però, le cose non stanno proprio così.
Il Sacom ha infatti rivelato diverse situazioni inumane, come l'abitudine di prolungare gli straordinari in modo eccessivo (il limite legale è di 36 ore al mese, a Foxconn si arriva a 98), lasciare un giorno libero ogni 13 per soddisfare le alte richieste del mercato, umiliare pubblicamente di fronte ai colleghi i lavoratori poco produttivi.
Uno dei dipendenti ha confessato di essere stato costretto a firmare una "confessione" per aver usato illecitamente un asciugacapelli all'interno del dormitorio, dove stanno fino a 24 persone: »È colpa mia» - si legge - «Non mi asciugherà mai più i capelli nella mia stanza. Ho fatto qualcosa di sbagliato. Non lo farò mai più».
Ma la pratica più folle è quella decisa dall'azienda per porre un freno all'ondata di suicidi che era emersa qualche tempo fa, suicidi causati proprio dalle condizioni di lavoro disumane.
L'estate scorsa Foxconn avrebbe spinto i propri dipendenti a firmare un documento in cui promettevano che non si sarebbero suicidati, giurando che «avrebbero amato le proprie vite».
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