Google ti capisce: "Offre il riconoscimento vocale personale, per studiare e migliorare con il tempo l'interazione del singolo utente con il proprio smartphone. Conservando la sua voce nella nuvola"
Roma - Google vuole sentirci chiaro: ha attivato una nuova opzione di riconoscimento personalizzato per il suo servizio di comandi vocali Android Voice Search, che da ora dovrebbe essere in grado di migliorarsi con l'utilizzo e modellarsi sulla pronuncia e la tonalità di voce del singolo utente.
Disponibile per il momento solo per l'inglese e negli Stati Uniti, la soluzione trovata mostra un altro modo in cui Mountain View può sfruttare il cloud computing: gli utenti Android che sottoscriveranno l'ultima versione di Voice Search daranno il permesso di collegare la propria voce al loro account.
A questo punto il servizio inizierà a conservare sui server di Google le richieste vocali effettuate e da esse inizierà e studiare la voce dell'utente con le sue tonalità e la sua pronuncia, estrapolando da essa un modello di discorso ritagliato sull'utente e che gli permette di migliorare con l'esperienza la comprensione delle richieste effettuate. Il tutto, dice Google, con una linea di apprendimento "abbastanza veloce" e costante.
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