giovedì 16 dicembre 2010

Telelavoro, un affare assicurato per tutti

Telelavoro, un affare assicurato per tutti: "News - Lavorare da casa permette di risparmiare sui costi diretti e offre notevoli benefici ai lavoratori e all'ambiente.

Le teste d'uovo della George Washington University, aggregando i dati disponibili da una molteplicità di fonti, hanno redatto un rapporto intitolato Workshifting Benefits: The Bottom Line e pubblicato da Telework Research Network's (TRN) secondo cui almeno il 40% dei dipendenti potrebbe lavorare a domicilio per buona parte della settimana.

Dalla ricerca emerge anche che quasi 4/5 degli intervistati avrebbero espresso il proprio consenso, mentre si stima che da canto loro almeno il 30% delle imprese incentiverà il telelavoro entro il prossimo decennio. Da qui l'interesse a stimare concretamente il rapporto costo/benefici per tutti i soggetti coinvolti.

Per ora il rapporto non ha preso in considerazione l'impatto ambientale - che sarebbe senz'altro positivo - né l'attuale penosa mancanza di banda larga per le TLC, limitandosi a una stima percentuale relativa ai risparmi derivanti da lavoro a domicilio per la metà dell'orario settimanale.

Concretamente, la produttività individuale salirebbe del 27% anche in ragione di una drastica riduzione dell'assenteismo; vi sarebbe poi una riduzione del 18% circa dei costi amministrativi diretti e un ulteriore risparmio sui costi di mensa, pulizia e trasporto.

In totale, il risparmio stimato sarebbe di circa 15.800 dollari annui - cioè poco meno di 11.700 euro annui ogni 100 dipendenti - di cui i 2/3 andrebbero all'impresa, poco meno del 33% ai dipendenti e il restante all'intera comunità sotto forma di risparmio energetico e salvaguardia ambientale.

Di per sé le cifre in gioco sembrerebbero poco importanti, ma se riferite ad esempio a un milione di lavoratori acquistano subito il peso di una pesante manovra correttiva del bilancio statale.

Superfluo quindi (ma sino a quando inutile?) richiamare ancora una volta l'attenzione dei governanti sull'indifferibile esigenza di uno sviluppo tecnologico nelle telecomunicazioni che cessi di privilegiare gli intrattenimenti televisivi e i soliti gigioni amici degli amici.

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